2015-2014: ME / WE

ME / WE _ the absence of image bothers you? n Alterity The state or quality of being other; a being otherwise. “For outness is but the feeling of otherness ( alterity ) rendered intuitive, or alterity visually represented.” n Alterity (Coleridge) the state of being other or different. n otherness the quality of being not alike; being distinct or different from that otherwise experienced or known. n otherness The state or quality of being other; alterity.

Being Inside. César Meneghetti and the perception of places. A reflection by Fabrizio Pizzuto.

For César Meneghetti moving paintings inside exist in which proliferates the structure of life itself. With it and within it the sense of identity moves; which is nothing more than a self positioning inside, being inside life, to raise inside the strength of look in the eyes of life but emotionally never virgin. Yes, because not even the subject is still. There is a point of departure (whom we are) and there is an observed point. And at last, there is a point-composition, an artistic action that stops the movement in thought. Each still is in fact still life of something moving, as each movement is to proliferate, to live. Even in the interviews each person who stops to examine himself, his knowledge or his memories tips his nose inside this thought of movement, smells it, he is inebriated, he realizes being part of a constantly observed tissue. This tissue modifies not only the perception, but the person himself. The big picture is composed of nature and mankind embedded in the movement of colour, tones and sound effects. The vision itself impress us, catches us, as an increasing hypnotic sound, a slowness that asks us to fill the mind and the screen, and them to make a point out of it, rippling, flag or frame. It will accompany us in thoughtfully once we leave the exhibition. The discovery of a land, ultimately, for César Meneghetti, passes by the discovery of poetry. This has much to do with the human flow of thoughts and memories of ancestral practises, of knowledge and of rituals, as with the colours and the soul that is lost in the sea of sensations. The orange, the sand, the water, the sun, the thought itself, are numbered ups and downs that hypnotize and leave us to fail in our mind in the distraction of thoughts. Immersed in the world that explores the worlds of Meneghetti we found ourselves to fix the mind on a sound and a colour and perceive it as perfectly identified: Africa, for example, as a thought called Africa. The “captured” pictures from the camera are places whose soul vibrates and moves just like the mind on the surface in meditation, or the ocean, where the peace, the stability, the quiet, the sense, are completely inside. The power is within, life is everywhere.

Essere dentro. César Meneghetti e la percezione dei luoghi. Una riflessione di Fabrizio Pizzuto.

Per César Meneghetti esistono quadri in movimento dentro cui prolifera la struttura stessa della vita. Con essa e dentro essa si muove il senso di identità, che altro non è se non un posizionarsi all’interno, stare dentro alla vita, crescerci dentro a forza di guardarla con occhi, attenzione, emotivamente mai vergini. Si, perché nemmeno il soggetto è fermo. C’è un punto di partenza (chi si è) e c’è un punto guardato. E infine, come terminale, c’è un punto-composizione, un’azione artistica che ferma il movimento in pensiero. Ogni still è infatti natura ferma di qualcosa in movimento, dato che ogni movimento è proliferare, vivere. Perfino nelle interviste ogni persona che si ferma e indaga se stessa, le sue conoscenze o i suoi ricordi punta essa stessa il naso dentro a questo pensiero di movimento, lo odora, ci si inebria, si accorge di essere parte di un tessuto continuamente guardato. Questo tessuto modifica non solo la percezione, ma l’io stesso. Il quadro generale è composto da natura e uomini inglobati in spostamenti di toni cromatici e sonori. La visione si imprime, ci cattura, come suono ipnotico crescente, una lentezza che chiede di ricoprire la mente e lo schermo, per poi farsi punto fuori di esso, increspatura, bandiera, o riquadro che sia. Ci accompagnerà nel sovvrapensiero una volta usciti dallo spazio espositivo. La scoperta di una terra, in definitiva, per César Meneghetti, passa dalla scoperta della poesia. Questo ha a che vedere tanto con l’umano scorrere dei pensieri e dei ricordi, delle ancestrali abitudini, delle conoscenze e dei rituali, quanto con i colori e con l’animo che si perde dentro al mare delle sensazioni. L’arancione, la sabbia, l’acqua, il sole, il pensiero stesso, sono numerate vicissitudine che ipnotizzano e ci lasciano a naufragare con la mente nella distrazione dei pensieri. Immersi nel mondo che indaga i mondi di Meneghetti ci ritroviamo a fissare la mente su un suono e su un colore e a percepirlo come perfettamente identificato: Africa, ad esempio, pensiero chiamato Africa. I luoghi “catturati” dalla camera sono luoghi la cui anima vibra e si sposta, proprio come la mente in superficie nella meditazione o come l’oceano, laddove la quiete, la stabilità, la pace, il senso, sono completamente all’interno. La forza è all’interno, la vita è ovunque.

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